Cos’è il permafrost
Dal 2017 SGL ha iniziato a monitorare la temperatura superficiale del suolo (o ground surface temperature – GST) che consente di scoprire l’eventuale presenza di permafrost e di monitorarne la sua evoluzione nel tempo. Il permafrost rappresenta una condizione termica del terreno (ma anche della roccia), ovvero, un qualsiasi materiale che resta al di sotto degli 0 °C per più di due anni consecutivi. La presenza di permafrost influenza in modo molto complesso sia l’idrogeologia che gli aspetti termici e meccanici del suolo andando ad influenzare, tra le altre cose, la stabilità dei pendii e delle pareti rocciose. Nelle Alpi il permafrost ha una distribuzione estremamente irregolare che è stata stimata su base modellistica. I punti di misura e controllo “sul campo” sono ancora molto limitati così come è quasi del tutto sconosciuto l’effettivo volume di ghiaccio conservato nel permafrost alpino. La sua evoluzione nel tempo dipende dalle condizioni climatiche, ma in modo molto più complesso rispetto ai ghiacciai a causa della grande influenza che ha lo spessore della neve in inverno sul bilancio energetico annuale del suolo.









