I ghiacciai sono masse di ghiaccio formatesi sulla terraferma per metamorfismo della neve e per azione della gravità; sono in genere dotati di movimento e sono in equilibrio dinamico con il clima locale e globale (ovvero al modificarsi del clima, con un certo tempo di ritardo, variano le loro caratteristiche geometriche e dimensionali e viceversa, variazioni glaciali possono influenzare il clima in una regione). Un ghiacciaio non è un blocco di ghiaccio che scivola lungo un pendio, anche se di notevoli dimensioni; non lo è il ghiaccio marino, derivante dal congelamento dell’acqua; non lo è neppure un iceberg alla deriva nei mari polari. Sono presenti in tutti i continenti, Australia esclusa e coprono attualmente una superficie di oltre 15 milioni e mezzo di km2, pari a circa il 10 % delle terre emerse. Il loro volume è valutato in 33 milioni di km3.

CLASSIFICAZIONE DEI GHIACCIAI

Classificazione termica

-temperato (o caldo): ghiacciai nella cui massa la temperatura è costantemente attorno a 0°C e può esservi acqua all’interno e alla base; solo d’inverno uno strato superficiale dello spessore di qualche metro può essere raffreddato al di sotto della temperatura di congelamento, per poi riscaldarsi durante l’estate. Questo fenomeno dipende non solo dalla conduzione del calore esterno (derivante principalmente dalla temperatura dell’aria e dalla radiazione solare diretta) dalla superficie all’interno, ma anche dal congelamento delle acque di fusione. Queste infatti percolano attraverso gli strati superiore di neve e firn fino a raggiungere la profondità dove la temperatura è ancora al di sotto di 0ºC; il loro rigelo produce calore latente in grado di contribuire all’eliminazione dell’onda fredda invernale. Alla base di un ghiacciaio temperato e al suo interno può dunque esistere acqua allo stato liquido che condiziona la sua dinamica e la sua efficacia morfogenetica. Sono temperati tutti i ghiacciai delle Alpi situati al di sotto dei 4.000 m di quota (Breve glossario di termini glaciologici-http://www.sat.tn.it / Smiraglia-Guida ai ghiacciai e alla glaciologia)

 

-freddo (o polare): 

ghiacciaio nel quale tutta la massa è al di sotto della temperatura di fusione e quindi non è presente acqua allo stato liquido. Contrariamente ai ghiacciai temperati la temperatura interna tende ad aumentare con la profondità a causa del flusso geotermico (mediamente 38 calorie per cm² all’anno) e della deformazione del ghiaccio. Poiché la base è più calda della superficie, si attua una conduzione verso l’esterno del calore, che viene disperso nell’atmosfera. Perché si attui questo processo e il ghiacciaio possa essere considerato freddo, le temperature esterne devono essere sufficientemente basse. Si calcola che un ghiacciaio con uno spessore di 1.500 m debba avere una temperatura superficiale media annua di circa -40 ºC per mantenere la temperatura di base al di sotto del punto di congelamento. Possono essere considerati morfogeneticamente meno attivi dei ghiacciai caldi (Smiraglia-Guida ai ghiacciai e alla glaciologia)

 

Classificazioni morfologiche

Classificazione internazionale (Selby 1985)

Classificazione primaria

- ice sheet (calotta glaciale) copre una superficie superiore ai 50.000km² e seppelisce il rilievo sottostante; ha una forma convessa a cupola molto piatta

- ice cap (calotta glaciale) morfologia simile alla precedente, con superficie inferiore ai 50.000km²

- ice dome (duomo o domo glaciale) settore centrale di una calotta

- ice shelf piattaforma di ghiaccio galleggiante unito alla costa, è alimentata dai ghiacciai di sbocco e da precipitazioni nevose

- outlet glacier (ghiacciaio di sbocco) colata di ghiaccio che drena una calotta, può defluire anche attraverso catene montuose

- valley glacier (ghiacciaio vallivo) corpo glaciale che fluisce lungo una valle rocciosa con versanti ripidi e netti

- cirque glacier (ghiacciaio di circo) piccolo corpo glaciale che occupa una concavità in roccia con pareti ripide

- niche glacier (ghiacciaio di nicchia) piccolo corpo glaciale situato su una ripida parete di roccia o in una cavità incisa poco profondamente

- diffluent glacier (ghiacciaio di diffluenza) ghiacciaio vallivo che diverge da una colata principale e superando uno spartiacque, fluisce in una valle parallela

- confluent glacier (ghiacciaio di confluenza o vallivo composto) confluenza di due o più ghiacciai vallivi, che formano un unico corpo glaciale

- piedmont glacier (ghiacciaio pedemontano) corpo glaciale formato da uno o più ghiacciai che fuoriescono dalle rispettive valli per allargarsi nelle vicine aree pianeggianti; quando l’espansione in pianura è di limitate dimensioni si usa il termine expanded foot glacier

- glacieret / snowfield (glacionevato)

 

Per Forma:

- compound basin (bacino composto)

- simple basin (bacino semplice)

- cirque (circo) Si forma in depressioni topografiche dei rilievi ed è così chiamato per la forma ad arco che assume

- niche (nicchia)

- crater (cratere)

- ice apron (placca)

- group (gruppo di placche)

 

Per Caratteristiche della fronte

- piedmont (pedemontana)

- expanded foot

- lobed (lobata)

- calving

- confluent (confluente)

 

Classificazione del Catasto dei Ghiacciai Italiani

- pirenaico: hanno una discreta zona di accumulo ma mancano di una vera e propria lingua; fra questi troviamo la maggior parte dei ghiacciai delle Alpi; possono assumere molte forme a seconda delle condizioni morfologiche del substrato roccioso (ghiacciai di circo, pianalto, falda, pendio, sella, sommità, canalone, vallone, ecc.)

- alpino: hanno un grande bacino di accumulo e una notevole lingua senza che derivino da rilevanti confluenze

- himalaiano: derivano dalla confluenza di bacini e colate diverse che formano un’unica colata di discreta lunghezza.

 

Classificazione del Servizio Glaciologico Lombardo dei ghiacciai alpini

Vengono distinti quattro tipi (classificazione primaria): vallivo, montano, glacionevato, estinto. I tipi Vallivi e Montani comprendono una classificazione secondaria in base alla forma.

-Vallivo

E’ caratterizzato da una lingua ben definita che scorre in una valle ben definita

-semplice è riconoscibile un unico bacino di accumulo, generalmente occupa un solo versante della montagna

-composto la cui lingua è originata da due o più bacini di accumulo distinti

-confluente la cui lingua è formata dalla confluenza di due o più ghiacciai vallivi distinti

-articolato in cui confluiscono una o più lingue laterali non vallive

-Montano

Ghiacciaio che non sviluppa una lingua valliva, anche se dotato di lingua e raggiunge grandi dimensioni

-circo occupa un circo posto sul fianco o alla testata di una valle o di un vallone. Può presentare una lingua non valliva che supera l’eventuale gradino delimitante a valle il circo stesso

-falda e nicchia piccolo ghiacciaio posto alla base di pareti rocciose e canali o in cavità poco profonde; quasi sempre privo di lingua, può assumere la forma di coniode o conoidi coalescenti

-calotta di forma convessa posto alla sommità di un rilievo ad alimentazione esclusivamente diretta. Può presentare una o più lingue diffluenti, di norma pensili e rigorosamente non vallive

-placca di piccole dimensioni che aderisce a una parete o a una cresta; di norma si presenta pensile

-pendio che ricopre un pendio posto su un versante della valle; possiede forma allargata e dimensioni cospicue. Può sviluppare una o più lingue brevi. La definizione delinea un corpo glaciale di apprezzabili dimensioni, compatto, adagiato su un solo versante della mantagna. E’ forse la forma che riconosce il maggior numero di varianti, soprattutto per ciò che concerne la variabilità dei contorni e delle possibili presentazioni: con fronte pensile a falesia, oppure simile a grossa placca, con seraccate intermedie e così via

-pianalto caratterizzato da superficie vasta e poco inclinata, delimitata a monte da creste poco rilevate che può sormontare con effluenze

-canalone o vallone di forma allungata, situato in vallone o canalone ben definito

-circo-vallone di circo che sviluppa una lingua che occupa un vallone sottostante ben definito e sospeso sul solco vallivo principale

-a bacino composto dotato di una fronte unica formata dalle colate provenienti da due o più bacini ben distinti; la fronte comune può sviluppare una corta lingua, non valliva

-circo-pendio di pendio alimentato da circhi coalescenti. Può sviluppare una o più lingue non vallive. Questo termine definisce un apparato di cospicue dimensioni, in quanto si tratta di un ghiacciaio di pendio alla cui costituzione contribuisce un solo bacino nel quale sono però riconoscibili più circhi o settori di alimentazione coalescenti, cioè dotati di spalle glaciali divisorie poco rilevate a causa dell’imponenza dello spessore della massa ghiacciata

-altopiano con lingue radiali caratterizzato da una massa centrale subpianeggiante situata nei pressi del culmine o al culmine di un rilievo da cui si dipartono lingue defluenti che occupano la testata o il solco di valli radiali. Questa forma può identificare sia un ghiacciaio montano che uno vallivo. Nel primo caso le lingue che si dipartono dalla massa centrale sono corte, eventualmente pensili, nel secondo, almeno una di esse possiede la caratteristica di apparato ablatore vallivo

 

-Glacionevato

E’ una massa di nevato o di ghiaccio privo di movimento (non sono visibili crepacci). La sua sopravvivenza deve essere superiore al biennio. Il glacionevato può costituire lo stadio iniziale o finale dell’evoluzione di un ghiacciaio

 

Massa di ghiaccio e neve di piccole dimensioni che si può conservare per molti anni ma che non è dotata di movimento. In condizioni climatiche favorevoli un glacionevato può trasformarsi in ghiacciaio (Breve glossario di termini glaciologici-http://www.sat.tn.it)

 

-Estinto

Il ghiacciaio è scomparso: nella sua antica sede possono essere presenti campi di neve di limitata estensione

 

Tipologie particolari di ghiacciai

Ghiacciaio di acqua marina

Sono ghiacciai vallivi che scorrono sino a raggiungere il mare, sono responsabili della formazione di iceberg

Ghiacciaio nero [Debris covered glaciers, Debris mantled glacier] questi ghiacciai sono caratterizzati dalla copertura detritica caduta dalle montagne circostanti o trasportata dai bacini superiori, se lo spessore di questo detrito è di pochi centimetri si verifica un incremento della fusione; al di sopra di questo spessore il ghiaccio viene protetto e la fusione rallenta

Ghiacciaio rigenerato a volte, un ghiacciaio nel suo percorso può giungere sul ciglio di una parete di roccia, ed essere costretto a rompersi, facendo precipitare blocchi di ghiaccio ai piedi della parete. L’accumularsi di questi blocchi può dare origine a un ghiacciaio rigenerato (Riccardi-I ghiacciai e le acque continentali)