Il Sentiero Glaciologico è un’iniziativa del Servizio Glaciologico Lombardo aperta a tutti gli appassionati di montagna e di natura: suggerisce una diversa lettura del paesaggio e stimola la conoscenza degli eventi che ne hanno determinate le  caratteristiche attuali.
Il ghiacciaio della Ventina si estende dalla testata della valle omonima limitata dalla Punta Kennedy (3294 m s.l.m.), dal Monte Disgrazia, dal Pizzo Cassandra (3225 m s.l.m.) e dalla Cima Sassersa (2977 m s.l.m.).

Il bacino di alimentazione è molto articolato ed è costituito da almeno due parti disuguali che la notevole riduzione di questi ultimi anni mette bene in evidenza. La parte maggiore si trova al centro e in destra idrografica, contenuta nell’ampio circo compreso fra la cima orientale  del Disgrazia (3648 m) e la Cima Sassersa, mentre quella minore, avente origine in un piccolo circo presente sotto la cima principale, scende seraccata con una notevole colata. Le variazioni storiche di questo ghiacciaio possono essere ricostruite sia per la presenza delle morene, in particolare quella edificate durante la Piccola Età Glaciale (XIII – XIX) sia grazie alle osservazioni dirette e le descrizioni scientifiche iniziate verso la fine dell’Ottocento (fra le prime di tutto l’arco alpino).
Dal grafico risulta evidente il regresso frontale pressoché costante dalla fine dell’800, stimato in 1400 metri (1890 – 2013); ma, da un’analisi più dettagliata, si potrà notare come a causa della variabilità climatica (in primo luogo delle temperature estive e delle precipitazioni invernali), sono state registrate fasi di avanzamento della fronte glaciale (periodo 1973 – 89) di circa 100 metri.

Il percorso del sentiero, identificato dalle apposite segnalazioni a vernice azzurra, ha inizio presso l’Alpe Ventina (1965 m s.l.m.), posizionata tra il rifugio Gerli ed il rifugio Ventina. La parte iniziale della salita coincide con in tracciato dell’Alta Via della Valmalenco e si tiene sulla destra idrografica del torrente Ventina.

Con una lunghezza complessiva di 4,8 km ed un dislivello in salita di 260 m, può essere completato agevolmente in circa due ore e trenta.
Percorrendo il sentiero, dotato di cartelli esplicativi, l’escursionista potrà osservare tutte le forme del modellamento glaciale come ad esempio le morene deposte in epoca storica dal Ghiacciaio della Ventina nei periodi di massima crescita, le rocce montonate, le più recenti aree deglacializzate. La posizione dei vari segnali glaciologici posti dagli operatori del Servizio Glaciologico Lombardo permetterà di valutare le variazioni della posizione della fronte del ghiacciaio dalla fine del XIX secolo.
Il sentiero, salendo verso la fronte del ghiacciaio, si mantiene a valle dell’imponente morena deposta durante la Piccola Età Glaciale; osservando il dislivello tra il filo della morena ed il fondovalle, sarà possibile valutare lo spessore della lingua del ghiacciaio che, ancora agli inizi del XX secolo, in questa zona era superiore ai 100 metri. 
Proseguendo ulteriormente si potrà ammirare la fronte del ghiacciaio e le imponenti cime del Pizzo Rachele e del Pizzo Cassandra che fanno da cornice al maestoso paesaggio Alpino. Si ridiscende per lo stesso percorso e si prosegue verso valle ripercorrendo l’itinerario di salita.

AVVERTENZE
Il Servizio Glaciologico Lombardo e gli Enti Locali mantengono agibile il percorso durante i mesi estivi, ma declinano ogni responsabilità per eventuali incidenti occorsi a persone o cose lungo il sentiero.
Non attraversare il torrente fuori dal percorso segnalato. Non avventurarsi sul ghiacciaio senza l’accompagnamento di una Guida Alpina o comunque senza adeguata attrezzatura e preparazione.
- Rispettare l’ambiente
- Riportare a valle i propri rifiuti