Per surge (ondata) si intende l’incremento improvviso del flusso, prevalentemente a blocchi, dovuto a condizioni di trazione cui la deformabilità del ghiaccio non può far fronte, accompagnato da notevole incremento di velocità dovuta soprattutto allo scivolamento sul fondo, legato alla presenza di acqua in pressione. Il fenomeno è determinato dal formarsi di un profilo di instabilità intrinseca del ghiacciaio e in parte da fattori quali aumento di massa nel bacino d’accumulo e variazione di temperatura del ghiaccio, che determina abbondante presenza di acqua. Vi è quindi un rapido trasferimento di massa dal bacino d’accumulo a quello d’ablazione, accompagnato da deposizione di morene planimetricamente contorte nel settore terminale del ghiacciaio indice di condizioni di compressione. Tale fenomeno può durare da pochi mesi a un paio d’anni. Durante un surge la fronte può avanzare anche di alcuni chilometri, a velocità tra i 10 e i 100 metri/giorno. A seguito delle forti deformazioni di trazione nel settore centrale i ghiacciai, soggetti a surge, presentano notevole crepacciatura.        

Alcuni ghiacciai, per lo più collocati nelle regioni artiche (Alaska, Yukon Territory), nell’Asia Centrale (Karakoram, Tien Shan) e nelle Ande Meridionali accumulano ghiaccio per lunghi periodi di tempo; si ipotizza che ciò determini una variazione della termodinamica del ghiacciaio, che passa in profondità dalla condizione di ghiaccio freddo a quella di temperato, con conseguente destabilizzazione dell’equilibrio termomeccanico: si scatena allora il surge (= ondata); il ghiacciaio non si muove più per scorrimento viscoso ma prevalentemente con moto a blocchi (block flow). La lingua di ablazione assume un aspetto caotico; si sono misurate velocità nell’ordine di un centinaio di metri al giorno. Il morenico frontale, nel quale si spegne il surge, assume un aspetto planimetrico molto tipico. Al termine della fase parossistica la quota del bacino di accumulo si abbassa di decine di metri; ricomincia il ciclo di accumulo che darà luogo, dopo un lasso di tempo non sempre predeterminabile, ad un nuovo surge